Storia di una prima, tre amici e una nuova maestra

Settembre. Una prima elementare, tutta nuova. Zaini grandi sulle spalle piccole, occhi curiosi (e un po’ spaesati), mani che stringono quelle dei genitori… e una domanda che mi ronzava in testa:
“Come posso rendere questo inizio un po’ più nostro, più magico, più vero?”

Una prima volta, anche per me

Dopo dodici anni di lavoro come insegnante di sostegno, sempre in scuole diverse, sempre in viaggio da pendolare, questa è stata la mia prima esperienza sulla classe comune, come docente prevalente.
E non una classe qualsiasi: una prima.

Una vera e propria nuova partenza, anche per me. Con la responsabilità (e la gioia) di costruire da zero un percorso, non solo individuale, ma collettivo.
Sentivo che dovevo trovare una chiave tutta mia, un modo per tenere insieme la programmazione, l’attenzione ai bisogni, la narrazione e la fantasia.

L’inizio di una storia

Ogni anno è diverso, ma la prima è sempre un piccolo mondo da costruire insieme.
Quest’anno, più che mai, avevo bisogno di un filo conduttore che potesse unire la classe, il programma, le emozioni, i piccoli traguardi e le inevitabili fatiche.

Un filo che non fosse solo mio, ma loro. Che parlasse ai bambini, con parole semplici e calde.
Così, un giorno, ho aperto il quaderno delle idee (quello che tengo sempre nel cassetto… quello delle urgenze creative!) e ho cominciato a schizzare dei personaggi.

Non avevano ancora un nome, ma avevano già qualcosa da dire.

Nascono Ada, Ugo e Pepe

Ada è stata la prima a farsi viva: con il suo fare curioso, un po’ goffa e piena di entusiasmo.
Poi è arrivato Ugo, riflessivo, ordinato, con una lente sempre sul naso e la passione per i dettagli.
Infine Pepe: il più piccolo, combina guai, ma con un cuore grande e una fantasia senza limiti.

Tre amici diversi, ma sempre insieme.
Tre modi di stare al mondo, di imparare, di affrontare la scuola.
In loro ho visto i miei alunni, ma anche le mie esigenze di maestra: raccontare, accogliere, personalizzare.

I primi passi (con un po’ di tecnologia)

Con Ada, Ugo e Pepe sono nate subito le prime attività: disegni, schede, filastrocche.
Ogni esercizio prendeva vita attraverso le loro voci, i loro problemi buffi, le loro piccole scoperte.
Per costruire i materiali e dare un volto coerente ai personaggi, ho usato Canva, uno strumento semplice ma potente, che mi ha permesso di unire immaginazione e progettazione didattica.

Anche il pregrafismo e le schede più semplici, da lì in poi, avevano un senso e un volto.

I bambini hanno subito fatto amicizia con loro. Alcuni li hanno disegnati, altri li hanno “adottati” scrivendogli lettere o portandoli anche a casa nei racconti.

E da lì…

Da lì, una pagina dopo l’altra, un’attività dopo l’altra, è nato un vero viaggio.
Un viaggio che non era scritto nei libri di testo, ma che cresceva giorno per giorno, con loro e con me.
Un percorso fatto di fantasia, osservazione, rispetto dei tempi e delle differenze.

Questi tre amici ci hanno accompagnato in un viaggio… vuoi scoprire dove ci hanno portati?
👉 Nel prossimo articolo ti racconterò come anche il pregrafismo può trasformarsi in un’avventura grazie a loro…
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