Nel giardino della scuola… abbiamo conosciuto Ada, Ugo e Pepe
Quando mi hanno assegnato la classe prima, la domanda è stata una sola:
“Che m’invento stavolta?”
Non era la mia prima volta in una prima, ma ogni anno ha la sua storia, e ogni gruppo di bambini è un mondo nuovo. Avevo paura. Di non essere pronta. Di non riuscire a trovare la chiave giusta per entrare in contatto con loro.
Così ho fatto l’unica cosa sensata:
ho osservato.
In silenzio, in ascolto. Loro osservavano me, io osservavo loro. Come si muovono, come stanno seduti, come interagiscono, dove si bloccano, dove invece si entusiasmano.
Non ho portato schede, non ho portato programmi:
ho portato tempo e sguardi.
Un tempo di silenzi e intuizioni
In quelle prime settimane non c’è stato bisogno di affrettare nulla. Nessuna corsa alla “programmazione”, ma solo uno studio reciproco: io cercavo il ritmo della classe, loro cercavano di capire chi fossi io.
E proprio da lì, da quell’attesa fertile, sono nati i primi personaggi.
Perché per raccontare, per spiegare, per costruire insieme il percorso… ci vogliono delle storie.
Nel giardino della scuola…
Così sono arrivati Ada, Ugo e Pepe.
Tre piccoli amici che vivono nel giardino della scuola, un luogo immaginario (ma neanche troppo) dove cielo, prato e acqua rappresentano tre spazi di scoperta.
- Ada è una fatina leggera che vola alta nel cielo giallo. Vive tra le nuvole e ama le parole.
- Ugo è un simpatico bruchino verde che striscia tra i fili d’erba e osserva tutto da vicino.
- Pepe, infine, è un pesciolino curioso che nuota nell’acqua azzurra e porta sempre una domanda nuova.
Loro tre sono diventati compagni di viaggio, mediatori, facilitatori.
Non solo per i bambini, ma anche per me.
Storie che si trasformano in didattica
Ogni personaggio ha portato con sé una piccola storia, un colore, un gesto, una scoperta.
E così, con naturalezza, abbiamo iniziato a:
- disegnare e colorare il giardino, dividendo lo spazio in tre fasce (cielo, prato, acqua);
- osservare e raccontare le emozioni attraverso i personaggi;
- giocare con le prime parole, ancora prima delle lettere.
Ecco alcuni dei disegni che i bambini hanno realizzato (→ qui puoi inserire 1-2 foto dei quaderni o del cartellone)
E qui sotto trovi un estratto del libro digitale scaricabile con le prime storie di Ada, Ugo e Pepe (→ link al contenuto su Edudoro).
Una scuola che parte dalle storie
Credo profondamente che non servano grandi mezzi per partire bene, ma che servano occhi attenti, un pizzico di creatività e una buona storia.
I bambini lo sanno già: quando una storia li coinvolge, imparano senza neanche accorgersene.
Questo è solo l’inizio.
Il percorso di Ada, Ugo e Pepe si trasformerà presto in lettere, righi, parole… ma sempre con un filo narrativo che tiene tutto insieme.
Perché ogni bambino ha bisogno di riconoscersi in ciò che fa.
E io, per farlo succedere, ho bisogno di raccontare.
👉 Scarica qui il libro digitale di pregrafismo usato nel primo periodo
“Ada e i suoi amici: pronti, partenza scrivi!”
→ scaricalo qui
Ecco alcuni contenuti del libro:






